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Ciclone
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In mwdwmeteorologia un mweaciclone è una zona atmosferica di bassa pressione (ovvero un'area in cui la mweqpressione atmosferica è minore di quella delle regioni circostanti alla stessa mwegaltitudine) e caratterizzata da un mwewvortice mwfaatmosferico, a cui tipicamente è associato cattivo mwfqtempo atmosferico (mwfgtemporali, mwfwpioggia, mwgavento).

Comunemente detti perturbazioni atmosferiche, assieme ai loro fronti meteorologici, si tratta a tutti gli effetti di vortici atmosferici a scala sinottica e mesoscala il cui processo di formazione e sviluppo è detto mwhaciclogenesi. Ruotano in senso antiorario nell'mwhqemisfero boreale e in senso orario nell'mwhgemisfero australe.

Esistono tre tipi di cicloni: i mwiacicloni tropicali, i mwiqcicloni extratropicali e i mwigmesocicloni.

Contents

Note

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Storia del termine

La parola italiana "ciclone" viene dall'inglese mwjgcyclone, derivazione del greco κύκλος, "cerchio, giro". Il termine fu coniato a metà del 1800 dall'ispettore marittimo di stanza in mwjwIndia Henry Piddington, appassionato di meteorologia, che nel 1853 scrisse una relazione indirizzata al governatore per denunciare il pericolo di cicloni al progettato port Canning della mwkgCompagnia delle Indie, sul mwkwgolfo del Bengala; nessuno prese in considerazione il suo allarmismo e la nuova città venne inaugurata nel 1864: tre anni dopo fu travolta dall'onda di marea del ciclone e l'anno seguente abbandonata, oggi è un modesto porto fluviale d'accesso alle mwlaSundarban.

Descrizione

In generale un'area di bassa pressione è individuabile e rappresentabile su una mwngcarta meteorologica, o con dei modelli fisico matematici:

• a mwoqlivello del mare (quindi su una superficie ad mwogaltitudine costante) da mwowisobare decrescenti verso il punto minimo, detto mwpacentro del ciclone (o mwpqpunto di mwpgminimo);
• su una superficie a pressione costante, da mwqaisoipse decrescenti verso il centro (vedi mwqqgeopotenziale).

In esso si ha convergenza d'aria nei bassi strati, conseguente ascesa e divergenza in quelli superiori. Contrapposti ai cicloni o basse pressioni sono gli mwqwanticicloni o zone di alte pressioni e mwratempo atmosferico stabile.

Nell'mwrgemisfero boreale, nel ciclone l'aria è soggetta a un sistema di venti circolanti in mwrwsenso antiorario, mentre nell'mwsaemisfero australe in mwsqsenso orario a causa del mwsgmoto di rotazione terrestre e della mwswforza di Coriolis (in accordo alla mwtalegge di Ferrel e alla mwtqlegge di Buys Ballot), ovunque con una componente di moto convergente verso il centro.

Secondo la classificazione dei sistemi meteorologici elaborata da mwtwHarold Jeffreys, si hanno essenzialmente due tipologie di cicloni: mwuacicloni extratropicali e mwuqcicloni tropicalicite-ref-1[1].

Cicloni tropicali

Il ciclone delle mwxwlatitudini inferiori, detto mwyaciclone tropicale, assume varie denominazioni a seconda delle regioni dove si manifesta. Può estendersi su aree del mwyqdiametro di poche centinaia di chilometri ed è tra le più violente perturbazioni atmosferiche.

I cicloni tropicali si originano tra gli 8° e i 20° di latitudine, a nord e a sud dell'mwywequatore, sugli oceani a ovest dei continenti, anche se non si generano sull'mwzaoceano Atlantico a sud dell'equatore. I cicloni tropicali del mwzqPacifico occidentale sono denominati mwzgtifoni, in particolare quelli che interessano l'mwzwAustralia occidentale sono chiamati mwaawilly-willy, mentre quelli delle mwaqFilippine mwagbaguiros. Fatto salvo l'mwawoceano Indiano, il mwbamare Arabico e il mwbqgolfo del Bengala, alle restanti latitudini, i cicloni tropicali prendono il nome di mwbguragani.

Il ciclone tropicale è caratterizzato da mwcaisobare pressoché circolari e da mwcqventi fortissimi che superano spesso i 100mwcg km/h. In funzione della massima intensità del vento, l'mwcwOrganizzazione Meteorologica Mondiale parla di:

• mwdgDepressione tropicale, se il vento è minore di 63mwdw km/h
• mweqTempesta tropicale, se il vento è compreso tra 63 e 118mweg km/h
• mwfaUragano, se il vento supera i 118mwfq km/h

I venti normalmente aumentano verso l'interno in direzione del centro ma non convergono fino a esso, divenendo tangenti a un cerchio di diametro variabile tra 5 e 30mwfw km chiamato mwgamwgqocchio del ciclone, dove i venti sono deboli o addirittura regna la calma.

La pressione atmosferica, all'approssimarsi di un ciclone tropicale, diminuisce rapidamente: alla periferia è circa 1 020 mwiqmillibar, nell'occhio può raggiungere i 950 mbar. In un ciclone tropicale, l'occhio ha nuvolosità scarsa e frammentaria, intorno si sviluppano ammassi nuvolosi compatti ed estesi verso l'alto fino alla mwigtropopausa, mentre lateralmente si estendono per qualche centinaio di chilometri. Le mwiwpiogge che accompagnano i cicloni tropicali sono a carattere torrenziale.

L'mwjqenergia dei cicloni tropicali deriva dal mwjgcalore liberato negli imponenti processi di mwjwcondensazione del vapore acqueo. Sono stati individuati importanti fattori quali il calore proveniente dai mwkamari, l'esistenza di modeste perturbazioni nelle correnti orientali costituenti gli mwkqalisei, che consente una locale interruzione dello stato di mwkgequilibrio verticale che determina l'imponente estensione di moti ascendenti fino alla tropopausa.

I cicloni tropicali appena formati muovono verso ovest o nord-ovest nell'emisfero australe, viaggiando a velocità di 20–40mwla km/h, giunti a 20° - 30° di latitudine spesso cambiano direzione piegando a nord-est nell'emisfero boreale o sud-est in quello australe. Proseguendo tendono ad assumere le caratteristiche delle mwlqdepressioni delle medie latitudini o si esauriscono. Nel caso che questi cicloni giungano in terraferma, pur diminuendo la loro intensità, provocano ingenti mwlgdanni per la violenza dei venti, per le piogge torrenziali e le mareggiate. Sono inoltre pericolosi per la mwmanavigazione.

Ciclone tropicale mediterraneo

In mwowmeteorologia, il mwpaciclone tropicale mediterraneo (detto all'inglese anche mwpqmedicane, dalla fusione dei termini inglesi mwpgMEDIterranean hurriCANE "uragano mediterraneo", in italiano traducibile come medigano o uraganeocite-ref-2[2]cite-ref-3[3]) è un sistema di mwrwbassa pressione caratterizzato da un nucleo caldo, convezione mwsatemporalesca attorno ad un centro di venti ben definito, mwsqpiogge torrenziali, forti mwsgventicite-ref-fenomenitemporaleschi-4-0[4]cite-ref-5[5], che tipicamente compare nell'area del bacino del mwuwMediterraneo. I mwvacicloni tropicali sul Mediterraneo, per quanto anomali, si sviluppano per transizione tropicale, un processo caratterizzato dalla trasformazione dinamica e mwvqtermodinamica di un ciclone extratropicale in un mwvgciclone tropicalecite-ref-6[6]cite-ref-7[7]cite-ref-8[8]cite-ref-9[9]. Questo processo permette la formazione di cicloni tropicali anche oltre i 30° di mwzwLatitudine e su superfici marine inferiori ai 26 °C, generalmente considerate necessarie per lo sviluppo di questi sistemicite-ref-10[10]cite-ref-alex-11-0[11]cite-ref-grace-12-0[12]cite-ref-vince-13-0[13]cite-ref-arlene-14-0[14].

Ciclone extratropicali

Il ciclone delle medie e alte mw5wlatitudini o mw6aciclone extratropicale è più comunemente denominato depressione e fu studiato per la prima volta da mw6qVilhelm Bjerknes e dai suoi collaboratori, tra cui Jacob Bjerknes; a seguito degli studi è stata elaborata la teoria che si basa sullo scontro tra masse d'mw6waria diversa e sui mw7afronti ed è chiamata perciò teoria frontologica.

Sono i più grandi vortici atmosferici e possono estendersi su aree del diametro fino a qualche migliaio di chilometri. Di solito le isobare che lo individuano presentano forma di "V" che si dipartono dal centro, dette mw8asaccature.

Secondo il mw8gmodello concettuale-teorico della scuola mw8wnorvegese guidata da Vilhelm Bjerknes, il ciclone extratropicale ha un "ciclo di vita" suddiviso in varie e distinte fasi.

Esso nasce dall'ondulazione del mw-gmw-wfronte polare, zona di separazione tra l'aria fredda polare (mw-acella polare) e l'aria temperata delle medie latitudini (mw-qcella di Ferrel). L'aria fredda e l'aria calda si muovono lungo la stessa direttrice, ma con verso opposto; l'ondulazione si produce per la diversa mw-gdensità delle due masse d'aria: la fredda maggiormente densa si incunea sotto la calda. Il fronte polare, a causa dell'ondulazione e del moto vorticoso prodotto nella zona, assume da una parte il carattere di fronte d'avanzata dell'aria calda (mwaqafronte caldo), dall'altra di fronte d'avanzata dell'aria fredda (mwaqefronte freddo) separati dal mwaqisettore caldo (nell'insieme detti mwaqmsistema frontale).

Nel successivo stadio l'ondulazione si amplifica, il ciclone si approfondisce (diminuzione della pressione atmosferica), il settore caldo comincia a restringersi per l'avvicinarsi del fronte freddo al fronte caldo e la circolazione dei mwaqyventi si intensifica.

L'ulteriore amplificazione fa sì che il fronte freddo raggiunga quello caldo creando lo mwaqgmwaqkstadio di occlusione in cui gran parte dell'aria del settore caldo viene sospinta in alto e la depressione raggiunge la sua massima profondità.

Successivamente inizia la fase di invecchiamento o senescenza del ciclone (mwaqscolmamento del deficit pressorio), con il progressivo dissolvimento dei fronti in quanto l'aria che circola nella depressione è oramai interamente fredda e rimescolata.

Mesociclone

In mwarqmeteorologia il mwarumesociclone è un mwaryvortice d'mwarcaria mwargatmosferico, con un diametro che varia dai 3 ai 16 mwarkkm, posizionato all'interno di un mwarotemporale convettivocite-ref-15[15]. L'aria si alza e ruota attorno ad un asse verticale, di solito nella stessa direzione in cui i sistemi di bassa pressioni ruotano in un determinato mwar8emisfero.

Essi sono più spesso di origine ciclonica, cioè associati a una mwasebassa pressione localizzata all'interno di un violento mwasitemporale. I mesocicloni si verificano spesso insieme a mwasmcorrenti ascensionali all'interno delle mwasqsupercelle dove sussistono elevate possibilità di formazione di un mwasutornado.

Note

cite-note-11. mwaswMario Giuliacci, mwas0Andrea Giuliacci e mwas4Paolo Corazzon, Manuale di meteorologia, Alpha Test, 2010
cite-note-22. mwatimwatmmwatqK. Emanuel:Genesis and maintenance of “Mediterranean hurricanes” (mwatumwatyPDF), su mwatcadv-geosci.net, giugno 2005.
cite-note-33. mwats(mwatwmwat0EN) mwat4mwat8Medicane Qendresa hits Malta and Sicily — EUMETSAT, su mwauaeumetsat.int. mwaueURL consultato il 28 settembre 2018 mwaui(archiviato dall'mwaumurl originale il 27 settembre 2018).
cite-note-fenomenitemporaleschi-44. mwaucmwaugmwaukI cicloni mediterranei - TLC, su mwauofenomenitemporaleschi.it.
cite-note-55. mwau4mwau8mwavaGlossary of NHC Terms, su mwavenhc.noaa.gov.
cite-note-66. mwavumwavymwavcThe TT Problem: Forecasting the Tropical Transition of Cyclones (mwavgmwavkPDF), su mwavoatmos.albany.edu, novembre 2004.
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cite-note-88. mwawumwawymwawcTropical transition of a Mediterranean storm by jet crossing (mwawgmwawkPDF), su mwawomesonh.aero.obs-mip.fr.
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cite-note-1515. mwaaamwaaemwaaiAMS Glossary, su mwaamamsglossary.allenpress.com mwaaq(archiviato dall'mwaauurl originale il 9 luglio 2006).

Bibliografia

• Jean Louis Battan, mwaakViolenze dell'Atmosfera, Monografie Scientifiche Zanichelli.

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) cyclone, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.